I LEVRIERI – per tutti gli stupidi italiani che pensano che i levrieri siano stupidi


Da “ I Levrieri” Barone Piero Renai della Rena – Lo stupido levriero-

Molti tra coloro che non hanno mai conosciuto o posseduto un levriero sono disposti a giurare che i Levrieri sono cani poco intelligenti. Si sa, è sempre la stessa storia, è facilissimo avere ferree convinzioni su delle cose che non si conoscono affatto. I luoghi comuni più triti vengono solennemente ripetuti come dogmatiche verità. E’ ovvio che sarebbe molto più prudente esaminare i fatti obiettivamente e senza pregiudizi prima di arrischiare sentenze così categoriche.
Anzitutto-intelligenza- è un termine piuttosto nebuloso; psicologi di ogni tendenza ne propongono costantemente nuove definizioni. …
Facoltà innate e facoltà acquisite si sovrappongono e si condizionano vicendevolmente e creano di ogni individuo un caso a se stante, unico e irripetibile. Si capisce quindi come sia azzardato fare delle generalizzazioni e dire che per esempio i Levrieri sono meno o più intelligenti di un’altra razza.
…le moderne ricerche, permettendoci di eliminare tanti pregiudizi, farebbero ragionevolmente ritenere che l’intelligenza non abbia nulla a che vedere con una razza o un’altra. Certo che entro certi limiti ogni razza la manifesta in un modo che le è caratterialmente tipico, quindi anche i Levrieri, di pari passo con la loro evoluzione morfologica, hanno sviluppato certe tendenze di comportamento particolari. Ma si tratta di una regola che ha una vasta gamma di eccezioni. Ogni razza poi (già in sè particolare perchè il carattere di un Piccolo Levriero non è certo quello di un Irish Wolfhound) mostra al suo interno ceppi e linee di sangue con caratteri diversi, a seconda delle correnti di sangue che sono dominanti nella sua storia recente. Ancora poi, all’interno di questi gruppi familiari, la variabilità individuale fa sentire il suo peso.
Come si vede, il campo della psiche canina è talmente complesso che espressioni come “razza intelligente” o “razza poco intelligente” sono totalmente prive di senso.
Ci sono molte differenze tra un impulsivo Afgano, un indipendente Saluki, un riflessivo Wolfhound, un allegro Whippet ed un raffinato levriero Italiano. Ma di tutti si può dire questo: i Levrieri sono tutto o nulla, o totalmente calmi o totalmente attivi, dei cani docili, contenti di starvi accanto, vicino al caminetto in quieta dignità e con regale portamento dimostrandovi il loro affetto con lo sguardo o il timido contatto di una zampa, quasi una carezza; ma che repentinamente di scatto possono trasformarsi in un potente fascio di muscoli, tendini e nervi, con occhi scintillanti e zanne minacciose.
Sono cani che non si buttano via col primo venuto implorando carezze e offrendo sottomissione, la loro antica nobiltà e fierezza li fanno agire con aristocratico riserbo.
Non cercano la rissa ma non temono nulla e certo non si fermano davanti ad alcuna asperità del terreno, ad alcuna selvaggina, ad alcun avversario. Richiedono una mano delicata perchè non sono cani da tutti, ma ben trattati dimostrano sorprendenti facoltà di apprendimento. Di solito sono cani dal temperamento equilibrato, senza testardaggini, isterismi, fobie e totalmente privi di pericolose imprevedibilità.
Dunque cani tranquilli, sensibili, dolci, nè timidi, nè paurosi nè attaccabrighe; ma profondamente cacciatori; ed il modo più idoneo a sviluppare armoniosamente tutte le attitudini psichiche presenti nel loro patrimonio genetico è l’esercizio della caccia, o almeno del suo surrogato, la corsa ad inseguimento.
Questa dichiarazione solleverà la disapprovazione sia degli amanti del solo cane da esposizione che dei nemici della caccia.
Ai primi, i quali sostengono che “il mio è un cane da esposizione che vince e porta a casa coppe e certificati di campionato; oggi non ci sono più lupi daini e cervi da cacciare e io non intendo sottomettere il mio Campione a prove che potrebbero umiliare la mia vanità e compromettere la sua integrità fisica” vorrei rispondere: se qualche coppa e il prestigio di calpestare il tappeto rosso del ring d’onore è per voi più importante che il compito di migliorare una razza che secoli di selezione hanno portato allo stato attuale, allora perchè non allevare canarini o pesci rossi (con tutto il rispetto degli uni e degli altri).
Ed ai secondi vorrei ricordare che, poichè è necessario molto più coraggio, iniziativa, determinazione ad inseguire ed uccidere una preda che a cogliere banane o brucare erba, neppure noi uomini avremmo creato la complessa organizzazione sociale e tecnica ed elaborato linguaggio e principi morali, se un milione di anni fa non fossimo stati costretti a scendere dagli alberi e divenire cacciatori, in stretta concorrenza coi grandi carnivori.
Comincia in quel momento l’alleanza tra uomo e cane e l’occasione è quella della caccia.
I nostri stupendi araldici Levrieri da best in show non sono che i discendenti di quei seri, appassionati, efficienti cani usati per la caccia alla lepre, al daino alla gazzella, al lupo, i quali nei secoli passati, se non fossero stati gli indispensabili ausili che sono stati, sarebbero scomparsi da un pezzo senza discendenza.——

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